• Blog
  • >
  • >
  • Una nuova generazione di talenti per l’industria metalmeccanica
26.10.2023

Una nuova generazione di talenti per l’industria metalmeccanica

La carenza di personale tecnico adeguatamente formato e motivato a intraprendere un percorso di crescita professionale, è un tema con il quale molte aziende appartenenti al settore industriale sono costrette, soprattutto ultimamente, a misurarsi. Rimpiazzare le risorse più anziane con giovani professionisti è diventato oggettivamente complicato. A fronte di ricerche continue, il processo di selezione è mediamente lungo e infruttuoso. Tra nuove professioni che sembrano esercitare maggiore appeal e vecchi stereotipi duri a morire, il passaggio di consegne tra una generazione e l’altra potrebbe incepparsi.

Le ragioni di questo fenomeno sono varie e difficilmente riconducibili ad un unico capro espiatorio. Opinione condivisa è la responsabilità della scuola. Gli istituti tecnici registrano, anno dopo anno, sempre meno iscrizioni; e gli studenti che escono dai licei, anche scientifici e tecnologici, preferiscono intraprendere la carriera universitaria, convinti che la laurea sia l’unico lascia passare per una carriera di successo. I docenti inoltre, sembrano essere sempre meno in grado di trasmettere informazioni rilevanti sulle possibilità offerte dal mondo del lavoro come se, nel tempo, il legame tra l’acquisizione e l’applicazione delle proprie competenze abbia assunto una qualità totalmente aleatoria.

Sull’istruzione tecnica qualificante si gioca, in verità, il destino del nostro Paese. Le grandi storie di successo dell’imprenditoria italiana negli anni del boom economico, dovrebbero fungere da morale: senza l’indotto dell’industria e della manifattura, la decrescita è dietro l’angolo. Se le agenzie di socializzazione primaria – famiglia e scuola – possono fare qualcosa per invertire questa rischiosa tendenza, spetta comunque all’industria mettersi in gioco in prima persona e adoperarsi affinché vengano superati i pregiudizi verso certe professioni, non considerate al pari di altre.

Operai 4.0

La concezione del lavoro in fabbrica che ha caratterizzato il secolo scorso, è un’immagine in bianco e nero, un ricordo sbiadito nella memoria delle generazioni più anziane. Le industrie oggi rispondono a stringenti obblighi normativi e standard qualitativi notevolmente più ambiziosi rispetto al passato. L’intervento della politica è stato determinate, sia in termini di regolamentazione delle basilari norme di sicurezza per l’incolumità dei lavoratori, che come incentivo per l’adozione di modelli di sviluppo ecosistemici, orientati all’innovazione di strumenti e metodi, e più centrati sulla risorsa umana.

Procedure un tempo appannaggio dell’uomo, sono ora delegate a sistemi automatizzati che devono semplicemente essere supervisionati. La gestione informatizzata dei processi e delle produzioni supporta e agevola l’operatività; i rischi sono controllati, l’errore umano ridotto al minimo; e, se parlare di qualità intellettuale del lavoro in fabbrica potrebbe far storcere il naso a qualcuno, occorre tenere in considerazione la trasformazione occorsa nell’ultimo decennio, da quando formalmente si parla di quarta rivoluzione industriale e Industria 4.0.  

Le imprese oggi cercano competenze abilitanti e qualità personali riassumibili alla voce soft skills. Affidabilità, intraprendenza, curiosità, capacità di interagire in maniera proficua con il team; ma soprattutto voglia di imparare e di apprendere metodi e sistemi a cavallo tra le certezze della scienza e i nuovi orizzonti disegnati dalla trasformazione digitale. In cambio si offrono posizioni di elevata specializzazione, molto ricercate sul mercato, retribuzioni di tutto rispetto, con salari che possono competere con quelli di chi lavora nei servizi o in ambito commerciale, e prospettive solide di carriera. Un esempio concreto? In PiacenzaMeccanica, almeno 25 delle 30 risorse impiegate sono in azienda da più di 20 anni; investire sui propri dipendenti e accompagnarli alla pensione, è un obiettivo strategico, e un fattore strutturale di crescita per un’azienda che nasce da una storia di famiglia.